Guida
Differenza tra RSA, casa di riposo e casa famiglia
«Cerco una casa di riposo per mia madre» e «cerco una RSA per mia madre» sembrano la stessa frase, ma portano a strutture diverse, con personale diverso e conti molto diversi. Chi cerca per la prima volta se ne accorge dopo tre telefonate. Mettiamo ordine, con l'avvertenza più importante scritta subito: in Italia non esiste una classificazione nazionale unica. La materia è regionale, quindi il nome sulla targa conta meno di quello che c'è dentro.
Il criterio che conta: quanta assistenza sanitaria serve
Al netto dei nomi, tutte le strutture residenziali per anziani si dispongono lungo una sola linea: quanto bisogno di cure sanitarie ha la persona. Da un lato chi è autosufficiente e ha bisogno soprattutto di compagnia, pasti e una mano nella quotidianità; dall'altro chi è non autosufficiente e ha bisogno di infermieri, riabilitazione e sorveglianza continua.
Tutto il resto — nome, dimensione, retta, chi paga — discende da lì. Se tieni a mente questa linea, non ti perdi nei nomi.
RSA — Residenza Sanitaria Assistenziale
È la struttura per anziani non autosufficienti che hanno bisogno di assistenza sanitaria continuativa ma non di un ricovero ospedaliero. Cosa la caratterizza:
- Assistenza infermieristica garantita nell'arco della giornata, con presenza medica programmata e personale socio-sanitario sulle 24 ore.
- Presenza di figure riabilitative (fisioterapista, a volte logopedista, animatore, psicologo) secondo gli standard fissati dalla Regione.
- Standard di personale minimi definiti dalla normativa regionale, in minuti di assistenza per ospite al giorno: è il numero che distingue davvero una RSA da una casa di riposo.
- Spesso accreditata o convenzionata con il Servizio sanitario regionale.
Sulla retta, nelle strutture accreditate vale il criterio della compartecipazione: la quota sanitaria è a carico del Servizio sanitario regionale, la quota alberghiera o sociale è a carico dell'ospite (con eventuale contributo del Comune in base all'ISEE). Le percentuali e le modalità cambiano da regione a regione. In una RSA privata non accreditata, invece, paga tutto l'ospite.
Casa di riposo
Accoglie persone autosufficienti o con fragilità lievi: chi non riesce più a vivere da solo ma non ha bisogno di cure sanitarie continuative. È una struttura prevalentemente socio-assistenziale:
- Personale composto soprattutto da operatori socio-sanitari (OSS) e personale di assistenza; l'infermiere può esserci a ore o essere reperibile, non necessariamente presente sempre.
- Il medico è di norma il medico di medicina generale dell'ospite, che continua a seguirlo.
- Il baricentro è la vita quotidiana: pasti, igiene, socialità, attività, somministrazione delle terapie prescritte.
- La retta è di regola interamente a carico dell'ospite e della famiglia, salvo contributi comunali legati all'ISEE.
Molte strutture che si chiamano casa di riposo accolgono nei fatti anche persone diventate parzialmente non autosufficienti nel tempo, perché l'ospite invecchia dentro la struttura. È una zona grigia reale, ed è esattamente il punto in cui la Regione interviene con i requisiti di autorizzazione.
Casa famiglia (e comunità alloggio)
È la formula più piccola: una manciata di posti letto, di solito dieci o poco più, in un contesto che assomiglia a una casa vera più che a una struttura. Accoglie anziani autosufficienti o con fragilità lievi che stanno male in un ambiente grande.
- Impostazione familiare: pochi ospiti, pochi operatori, relazioni stabili.
- Assistenza leggera, socio-assistenziale: non è il posto per chi ha bisogno di cure infermieristiche continuative.
- Requisiti fissati da normativa regionale e regolamenti comunali, spesso meno onerosi di quelli di una RSA proprio per la scala ridotta.
Accanto a «casa famiglia» si trovano «comunità alloggio», «alloggio protetto», «residenza assistita»: nomi diversi per formule vicine, che cambiano di significato da una regione all'altra.
Casa protetta, RSD, hospice: gli altri nomi che incontrerai
Per completezza, le denominazioni che compaiono più spesso e che confondono:
- Casa protetta: strutture per anziani parzialmente non autosufficienti, in mezzo fra casa di riposo e RSA. Il termine è usato soprattutto in alcune regioni.
- RSD (Residenza Sanitaria per Disabili): stessa logica della RSA, ma rivolta a persone con disabilità, non specificamente ad anziani.
- Casa di cura: è una struttura sanitaria vera e propria, con ricovero e cure mediche. Non è una residenza per anziani.
- Hospice: dedicato alle cure palliative nel fine vita. Finalità completamente diversa.
Perché i nomi cambiano da regione a regione
Perché l'autorizzazione e l'accreditamento delle strutture socio-sanitarie sono materia regionale. Ogni Regione stabilisce con propri atti le tipologie, i requisiti strutturali (metri quadri, camere, bagni), i requisiti organizzativi e gli standard di personale. Il risultato è che una struttura chiamata in un certo modo in Emilia-Romagna può corrispondere a una tipologia con un altro nome in Lombardia o nel Lazio.
Conseguenza pratica per chi cerca: non fidarti del nome sulla targa. Chiedi tre cose e avrai la risposta vera.
Le tre domande da fare al telefono
- C'è l'infermiere, e in quali ore? Presenza continuativa, a ore o reperibilità: è il discrimine fra assistenza sanitaria e socio-assistenziale.
- La struttura è accreditata o convenzionata con la Regione? Da questo dipende se una parte della retta può essere coperta dal Servizio sanitario o se paghi tutto tu.
- Quanti minuti di assistenza al giorno per ospite sono garantiti, e da quali figure? È il numero che dice davvero quanta assistenza riceverà tua madre, al netto di come si chiama il posto.
Aggiungine una quarta, che nessuno fa e che si rivela la più utile dopo il primo mese: come mi tenete informato? Una struttura che ha una risposta precisa — un canale, una frequenza, la possibilità di prenotare una videochiamata — di solito è una struttura organizzata anche nel resto. Ne abbiamo scritto in tenere le famiglie informate riempie i posti letto.
Se invece la struttura la gestisci tu
Questa distinzione conta anche dall'altro lato della scrivania, quando devi scegliere gli strumenti di lavoro. Una RSA accreditata ha debiti informativi verso la Regione, scale di valutazione e cartelle conformi: le servono le suite del settore, costruite per quello. Una casa di riposo o casa famiglia privata non ha quegli obblighi, e comprare uno strumento pensato per l'accreditamento significa pagare moduli che non userà mai.
È il primo criterio della nostra guida su come scegliere un gestionale per casa di riposo, e vale la pena chiarirlo prima di guardare qualunque preventivo. Cureasy, per essere espliciti, sta nella seconda colonna: strutture private da 20 a 80 posti letto, niente flussi regionali, niente cartelle certificate.